PUNTO 11. NICHELINO E LA CITTA’ METROPOLITANA

NICHELINO E LA CITTA’ METROPOLITANA. Molti dei problemi esposti troveranno soluzione anche in una logica di area vasta, cui la nostra Città deve aderire. Alcuni temi non esposti, ma strategici per la nostra Città, sono risolvibili soprattutto, e talvolta solo, in questa ottica. Pensiamo alla gestione dei rifiuti; all’interramento della Ferrovia e alla sua trasformazione in ramo della auspicabile Metropolitana Regionale (a somiglianza della RER francese); all’Ospedale in zona Carpice; al problema degli sfrattati e degli alloggi sfitti.

19 Boccioni - La città che sale N. Y

PUNTO 10. TUTELA DEGLI ANIMALI

TUTELA DEGLI ANIMALI. Il rapporto con gli animali è un forte strumento di socializzazione e di lotta alla solitudine. E’ nostra intenzione costruire un Ufficio Tutela Animali eventualmente con il concorso del volontariato per la prevenzione dell’abbandono, l’incentivazione all’adozione, diffusione di una formazione e informazione per una cultura del rispetto degli animali e del territorio da parte di chi li possiede. Realizzazione diffusa sul territorio di aree-cani. Nell’ottica della lotta allo spreco: Promozione di una rete tra supermercati per il recupero di cibo per animali in scadenza e recupero dalle mense scolastiche degli avanzi.

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PUNTO 9. DARE AI COMITATI DI QUARTIERE PIU’ POTERI E RESPONSABILITA’

DARE AI COMITATI DI QUARTIERE PIU’ POTERI E RESPONSABILITA’. Una Ludoteca in ogni quartiere. Le sedi dei Comitati di quartiere devono diventare il perno di una nuova socialità e partecipazione dei cittadini. Ad esempio: raccogliere critiche, disagi, osservazioni, difetti nei servizi e nelle strutture comuni; fornire aiuto a chi affronta con difficoltà una società complessa e burocratizzata ( in collaborazione con gli Uffici Comunali, il CISA, il Distretto Sanitario, i Sindacati, i Patronati, ecc.). Incontro mensile tra comitati e Sindaco per affrontare insieme i metodi, i tempi e le risorse per risolvere le singole questioni.

 IL QUARTIERE CHE VERRA’

La realizzazione di ludoteche in ogni quartiere cambierà totalmente la natura dei comitati e, da Sindaco, favorirò al massimo questo cambiamento che darà loro più poteri e più responsabilità.

Per capire la potenzialità di questo mutamento, basta osservare cosa accade d’Estate intorno alle sedi dei Comitati. Là intorno, le Giunte precedenti molto opportunamente hanno realizzato delle strutture per il gioco all’aperto. In quei giorni possiamo vedere che, a fianco agli anziani che giocano a carte (attività di socializzazione fondamentale, per carità) ci sono tanti bambini che giocano e i loro genitori che, mentre li tengono d’occhio, socializzano.
La presenza di una ludoteca, e di altre attività collaterali, permetterà di estendere questa attività anche nei mesi freddi che, a Nichelino, occupano la maggior parte dell’anno.

Una progressiva riappropriazione del territorio

Avviene così la trasformazione della sede dei Comitati in Centri Sociali di Quartiere dove, insieme ai soliti frequentatori per lo più anziani, ci saranno prima di tutto i bambini che, nella ludoteca, scopriranno che il giocattolo più bello è un altro bambino, e non quello più costoso del supermercato. In questo modo anche i genitori potranno diventare nuovi protagonisti della vita del quartiere e di forme di aiuto reciproco. Questo farà crescere il numero e la partecipazione alle quasi cento associazioni di volontariato presenti in Città, con cui i Comitati di quartiere potranno costruire sinergie (corsi di danza, raccolta di aiuti per le mille emergenze, iniziative culturali e sportive, ecc.)

Nessuno resti solo

Si tratta di una questione fondamentale cui la Amministrazione Comunale deve dedicare la massima attenzione. Infatti se un cittadino capisce che la sua casa non comincia oltre la porta su cui è scritto il suo cognome ma si estende ai marciapiedi, alle strade, ai giardini, ai servizi, insomma alla Città, se ne sentirà proprietario e, come ogni proprietario, ne avrà cura, si preoccuperà di fare la propria parte per segnalare e rimuovere ciò che non va e suggerire e fare ciò che può migliorarla.

Queste cose avvengono già perché i membri dei Comitati (chi più, chi meno ma sempre lodevolmente) danno vita a una o più feste annuali, a cene sociali, a balli, ecc.
Si tratta di trasformare questa attività episodica in attività programmatica dei Comitati di Quartiere. Così essi diventeranno i primi organizzatori della vita sociale in ogni quartiere in modo tale che, in questo periodo di crisi, nessuno resti solo. Nella solitudine, crescono la disperazione e la rabbia, due sentimenti autodistruttivi e distruttivi della socialità.
Il comitato, in contatto con i servizi (la Biblioteca, l’Informagiovani, il Sindacato, il Patronato) e con le associazioni di volontariato, può aiutare i soggetti più fragili (quelli con minori abilità fisiche, economiche, culturali, relazionali) a muoversi in una società complessa come quella cittadina, a impegnare in modo piacevole o utile (a sé e agli altri) il proprio tempo.

Forti di queste nuove responsabilità, i comitati di quartiere acquisiranno di fatto più potere.

Useranno questo potere confrontandosi periodicamente con l’Amministrazione Comunale. Senza sudditanza, senza il miserabile collegamento a questo e quel partito o a questa e a quella corrente, pretenderanno (sicuramente in uno spirito collaborativo, ma anche ruvido se necessario) interventi certi con cronoprogrammi concordati su ogni cosa e in corrispondenza delle risorse e del patto di stabilità (elemento che ha compromesso molte attività in questi ultimi anni): dalla manutenzione alla rimozione di situazioni di pericolo o di disagio ecc.

L’Amministrazione avrà solo da guadagnare da tutto questo perché sarà stimolata dai Comitati e, tramite essi, dai cittadini costruendo con la comunità un comune sentire, un dichiarare con sincerità ciò che si può e non si può fare, ciò che si può fare domani e non oggi, come e con quali risorse; che cosa si può ottenere se lottiamo tutti insieme; soprattutto che cosa ognuno deve fare: perché essere cittadini vuol dire avere diritti ma anche doveri.

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PUNTO 8. DONNE, ANZIANI E ASSOCIAZIONISMO

DONNE, ANZIANI E ASSOCIAZIONISMO. Fare il bilancio di genere. Dare alle associazioni rispetto e uguaglianza di trattamento per sedi, contributi, assistenza legale e burocratica, formazione. Sostenere in particolare le associazioni di auto-mutuo-aiuto come la Banca del tempo e l’AUSER e le associazioni impegnate nella lotta alla povertà. Sviluppare le strutture e le iniziative per la protezione delle donne maltrattate. Tavolo permanente degli anziani per progetti di invecchiamento attivo (es. UNITRE) e tutela dell’anziano. Favorire le sinergie delle associazioni tra di loro e tra queste e i servizi (comunali, sanitari e assistenziali). Istituire una Giornata Annuale dell’Associazionismo.

SPAZIO AL VOLONTARIATO

 Nel mio programma da Sindaco mi impegno a:

* dare una sede alle associazioni meritevoli che oggi non ce l’hanno, recuperando i locali dismessi di proprietà del Comune;

* erogare contributi alle associazioni secondo un preciso regolamento e progetti concreti, risparmiando molte migliaia di euro rispetto alla realizzazione di un gigantesco impianto sportivo;

* garantire alle associazioni, attraverso un protocollo di intesa tra Comune e Ordini competenti, assistenza legale, fiscale e burocratica;

* favorire la formazione dei volontari con incontri specifici promossi dal Comune;

* sostenere in via prioritaria le iniziative sinergiche tra diverse associazioni;

* istituire una Giornata Annuale del Volontariato e dell’Associazionismo;

* realizzare una Conferenza Annuale sullo stato del Volontariato.

Il mio impegno da Sindaco insomma sarà quello di sostenere in ogni modo l’associazionismo come ho fatto quando già sono stato Sindaco della nostra Città.

 Un progetto di città partecipata.

 Secondo una recente ricerca, oggi a Nichelino sono attive quasi cento associazioni, ivi compresi i Comitati di quartiere.

Il numero di associati per le associazioni culturali e di volontariato è di circa 7.700, mentre per quelle sportive è intorno ai 5.300. Questo è un dato molto importante perché dimostra che l’associazionismo è il terreno migliore per raggiungere l’obiettivo di crescita della cultura e della coesione sociale.

 Nessuno resti solo: Nichelino Città di Cultura

 Il presupposto per realizzare questo obiettivo è fare in modo che l’Associazionismo sia libero e non condizionato.

Voglio essere chiaro.

Le forme associative sono quello che Tocqueville chiama i corpi intermedi, cioè le strutture che volontariamente i cittadini costituiscono per modificare lo stato esistente delle cose. Si formano sui temi più vari: la tutela della persona, la promozione fisica o culturale, la difesa dei territori, del pensiero, ecc. Nel complesso esse costituiscono lo strumento per cui la democrazia sia dinamica e non sottoposta a quella che lo stesso Tocqueville chiama la dittatura della maggioranza. Tramite le correnti di opinione e di consenso la maggioranza viene così stimolata, modificata e rovesciata.

C’è una pericolosa perversione del potere che usa il potere per costruire nuovo consenso e così avere nuovo potere: questo mina alle radici la dialettica democratica.

Quando, per gravi motivi personali e familiari, ho interrotto l’attività amministrativa, ho cercato di dare un contributo concreto alla ricostruzione di una sana dialettica democratica anche sul nostro territorio. Ecco perché ho avviato la “Scuola di Formazione Politica” e poi la libreria “Il Cammello” e il “circolo della Poesia”.

 Perché l’amore non si dichiara, si dimostra in modo concreto.

 Nichelino ha bisogno di ripartire dalla partecipazione, che deve essere libera, e non usata da chi vuole servirsi della politica invece che intendere la politica come servizio.

PARLIAMO DI DONNE

I più gravi problemi che le donne del nostro Paese devono affrontare per essere veramente padrone della loro vita sono tanti. Con i giovani rappresentano la parte più debole e povera della società italiana, la disoccupazione femminile è altissima e ciò deriva non solo da mancanza di posti di lavoro ma anche da una cronica insufficiente politica di servizi.

La scolarità femminile è aumentata vertiginosamente e molte più ragazze arrivano al diploma e alla laurea, con risultati spesso ottimi, in confronto ai maschi diplomati o laureati. Ciononostante nel mondo del lavoro, ad ogni livello e mansione esse vengono penalizzate sia nell’aspetto retributivo si calcola infatti che il divario tra uomo e donna sia del 13%. Ma ciò che pesa è la possibile maternità che penalizza in modo pesante le assunzioni. Il fenomeno delle dimissioni in bianco continua ad essere perseguito dai datori di lavoro ancora oggi. Sotto questo aspetto il  nostro Paese è estremamente arretrato a livello culturale, infatti la maternità non è percepita come una grande risorsa e quindi sostenuta, ma è ancora considerata come una questione che riguarda solo la donna e la coppia. Cioè non viene assunta come responsabilità collettiva di una società che deve guardare al suo futuro e quindi alle nuove generazioni. L’ipocrisia delle politiche a favore della famiglia è imperante, vengono tirate fuori solo quando si mette in discussione il concetto di famiglia raccogliendo le sollecitazioni di un profondo cambiamento della composizione famigliare. Allora la famiglia diventa sacra salvo poi continuare  a non fare assolutamente nulla per sostenerla economicamente e socialmente.  La famiglia, la donna hanno bisogno di servizi numericamente consistenti e di qualità. Asili nido e scuole materne con orari accessibili alle donne che lavorano tenendo conto della loro mobilità e dei loro orari  con tariffe ragionevoli, scuole a tempo pieno. Mi sembra che su questo versante si stia arretrando moltissimo così le donne ancora una volta si sostituiscono ai servizi tanto sono disoccupate e se lavorano ci sono i nonni che possono prendere il loro posto. In questo Paese un altro fenomeno legato alla vita delle donne sta emergendo con forza, l’allungamento delle aspettative di vita si sta scaricando su di esse. Donne già anziane devono farsi carico di genitori grandi vecchi non autosufficienti e anche in questo caso senza servizi adeguati. Potremmo dire che le vite delle donne sono essenzialmente legate alla compatibilità economica del Paese, un grande serbatoio di manodopera gratuita per svolgere tutti i lavori di cura. Pensiamo inoltre alle famiglie che hanno in carico bambini e ragazzi portatori di handicap, in questo caso non solo i servizi sono carenti ma esiste un  grande problema di integrazione e queste donne, queste famiglie vivono in splendida solitudine tutti i loro problemi a partire da quello economico.

Inoltre esiste un immenso problema culturale legato al principio del rispetto. In questo Paese le donne, come i bambini, come le persone diversamente abili, le persone omosessuali non vengono rispettate. Il femminicidio ha raggiunto livelli intollerabili, in questo caso occorre sviluppare politiche educative già a partire dalle scuole dell’obbligo, promuovere le iniziative di parità, aprire come si è fatto a Nichelino dei servizi per l’ascolto, l’indirizzo e l’aiuto alle donne che vengono maltrattate, ma all’ascolto devono seguire davvero opportunità di cambiamento della loro situazione con case protette ecc.

 

NICHELINO CITTA’ AMICA DELLE DONNE

Da Sindaco, mi impegno a produrre il BILANCIO DI GENERE.

Per promuovere le pari opportunità, la partecipazione delle donne alla vita amministrativa della Città esiste uno strumento che si chiama BILANCIO DI GENERE. Cosa vuole essere? Accanto agli atti contabili del Comune, Bilancio di Previsione e Bilancio Consuntivo alcune Amministrazioni hanno deciso di adottare anche il Bilancio di Genere, cioè declinare gli investimenti e le spese del Comune tenendo conto del punto di vista delle donne. In questo caso la Consulta, così come è scritto, può svolgere un controllo di come e quanti denari si spendono per sostenere le azioni in favore delle donne. Si avrà la situazione semplificata di quanto viene investito ad esempio per sostenere le famiglie in difficoltà, le famiglie monogenitoriali, i servizi per l’infanzia, per gli anziani e per i malati non autosufficienti, la promozione del lavoro e della figura femminile. Quali siano le progettualità legate alla Sanità, ad esempio quali sinergie costruire tra il Poliambulatorio e i servizi sanitari che interessano particolarmente la maternità e tutte le fasi di cambiamento a cui vanno incontro le donne, ad esempio la menopausa. Quali progetti culturali sulla Città per promuovere una vera società delle pari opportunità a partire dall’educazione dei bambini e dei ragazzi. Come aiutare e seguire le donne che sono vittime di soprusi e violenze all’interno e fuori della famiglia. “NICHELINO CITTA’ AMICA DELLE DONNE ” questo sarà il mio impegno. Ci saranno progetti che potranno essere a costo zero altre invece avranno bisogno di qualche finanziamento, lo sportello “PARI e DISPARI” è stato un primo importante tassello, ma non è sufficiente; le scelte che si faranno avranno bisogno della partecipazione delle donne stesse con la loro capacità, sensibilità e fantasia per costruire nella nostra Città una nuova cultura sociale confrontarsi concretamente con “l’altra metà del cielo” è indispensabile.

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PUNTO 7. AMBIENTE

AMBIENTE. Portare Nichelino ad aderire all’Associazione dei Comuni Virtuosi (noa nuove costruzioni e a ulteriore consumo di suolo, impronta ecologica della macchina comunale, mobilità sostenibile, gestione dei rifiuti basata sulla logica del rifiuto zero seguendo le migliori esperienze – es. Vedelago-, incentivare stili di vita e scelte quotidiane sostenibili, ecc.)

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PUNTO 6. TRASPORTI

TRASPORTI.Incoraggiare spostamenti alternativi all’auto: pedibus, bicicletta, trasporto pubblico. Impegnare il Comune di Torino a prolungare la linea 4 fino alla Palazzina di Caccia. Trasformare il 39 in navetta di collegamento con la linea 4 e il 35 in navetta di collegamento alla Metropolitana. I chilometri di percorrenza risparmiati potrebbero essere usati per una Linea Circolare Cittadina. Fermata a Piazza Bengasi della Ferrovia TO-Pinerolo. Senso unico in V. Torino. Realizzare un gran numero di parcheggi.

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Sul prolungamento della linea 4 fino a Stupingi

Era possibile negli anni ’30 del secolo scorso: perché non farlo adesso?

Sappiamo che è intenzione del Consorzio di Gestione della Reggia di Venaria gestire anche la Palazzina di Caccia di Stupinigi. Ho già detto in un punto del mio programma che, da Sindaco, ho intenzione di entrare in quel Consorzio di Gestione (come già fa il Sindaco di Venaria e ha intenzione di fare il Sindaco di Torino). L’obiettivo è fare in modo che Stupinigi, e con essa Nichelino, diventi un polo turistico valorizzando come ateliers d’arte le cascine che circondano la Palazzina.

In questa ottica, chiederò al Comune di Torino di prolungare la linea 4 fino a Stupinigi.

Così facendo la nostra linea 39 potrebbe arrestarsi all’intersezione con la linea 4: potremmo così andare con un mezzo pubblico fino a Stupinigi (cosa per ora è impossibile da Nichelino) o andare verso il Centro di Torino. Con i chilometri risparmiati della linea 39 (che non servirebbe prolungare fino a Piazza Caio Mario) e con quelli risparmiati dal 35 (che presto diventerà solo una navetta tra la nostra Città e la fermata della Metropolitana in Piazza Bengasi), potrebbe essere attivata una linea Circolare interna a Nichelino.

E’ un bel progetto da perseguire per usare di meno l’auto e più il mezzo pubblico.

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PUNTO 5. GIOVANI E CULTURA.

GIOVANI e CULTURA. Ampliamento biblioteca. Aula studio a orario continuato e wi fi. Lotta alla dispersione scolastica (doposcuola e lezioni gratuite grazie a volontariato e peer education). Co-housing, gruppi di acquisto collettivo, laboratori team building  per piccole imprese. Favorire le iniziative di job creation (intercettando fondi regionali, nazionali ed europei ). Favorire la socialità e l’impegno  (gruppi di ascolto, collaborazione con Libera, Amnesty International, ecc.). Favorire la creatività, le propensioni artistiche e culturali. Casa degli Artisti a km 0. Patto territoriale per la lettura. Sinergia tra Scuole, Biblioteca, Teatro, Centro Culturale Giovanile, Associazionismo Culturale. Entrare nel Consorzio di Gestione della Reggia di Venaria per valorizzare Stupinigi come polo turistico. Questa attività favorirà la crescita, la differenziazione e la qualità delle strutture di accoglienza cittadine determinando nuove opportunità di lavoro.

 

Bisogna favorire tutte le occasioni di socializzazione, in primo luogo dando più poteri e responsabilità ai Comitati di Quartiere che diventino protagonisti di una dialettica democratica con il Comune (anche ruvida se occorre) e organizzatori della vita sociale puntando a realizzare una ludoteca a fianco ad ogni sede di quartiere. Questo permetterà anche di ampliare la nostra Biblioteca. Non è troppo ambizioso pensare di fare diventare Nichelino Città di Cultura: è il giusto traguardo per una Città che veniva definita Dormitorio e che invece ha saputo costruire un equilibrio malgrado una enorme immigrazione. Il nuovo Centro Culturale Giovanile, voluto fortemente dall’Assessore Diego Sarno, può essere un formidabile volano per raggiungere questo traguardo. Oltre alla Biblioteca, abbiamo uno dei migliori Informagiovani del Piemonte, il Teatro Superga, Scuole di ogni ordine grado e soprattutto i due Licei. Possiamo contare su un gran numero di associazioni culturali a partire dall’UNITRE e dalla Libreria “Il Cammello”. La cultura e l’accesso a nuove tecnologie, ad esempio grazie al sistema wifi pubblico presente nella nostra Città, rendono più forte la coesione sociale, creano condizioni di crescita collettiva e offrono migliori sbocchi occupazionali ai giovani.

Come si vede, il programma non deve necessariamente basarsi su nuove opere pubbliche.

 

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Gli scolari, Felice Casorati, 1928.

 

PUNTO 4. DIFENDERE CHI NON HA LAVORO.

Favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro in un’ottica di legalità. Valorizzare l’Informagiovani e le occasioni e le strutture di formazione professionale, di alfabetizzazione informatica, ecc. Realizzare centinaia di orti urbani per dare sostegno economico, attività, socializzazione.

 

E’ vero che la questione del lavoro dipende da questioni e ambiti territoriali molto più vasti di Nichelino: la crisi internazionale, il riequilibrio delle ricchezze tra Occidente e Oriente del Mondo, la politica di rigore dell’Europa che, se non coniugata con la crescita, mette in ginocchio le economie più deboli.

E’ vero però che il Comune può fare molto per spezzare la rabbia e la disperazione. 

Per risolvere il problema del lavoro non serve la ignobile tratta clientelare dei pochi posti per Mondo Juve o simili. Né si può confidare nella creazione di posti di lavoro costruendo nuove case: il nostro territorio è la nostra ricchezza più grande e va difeso e usato con rispetto e parsimonia.

Dobbiamo invece sostenere il sistema commerciale e artigianale cittadino (chi l’ha detto che non è possibile ridurre la Tares?) creando centri commerciali a cielo aperto, costituendo con i Comuni vicini una Agenzia di Servizio alle Imprese, ecc. Si può studiare bene l’esperienza della cooperazione che in Romagna, nel dopoguerra, è stata un formidabile strumento di ripresa economica nei territori. Si può cercare di attingere a fondi UE per valorizzare i nostri gioielli (la Palazzina di Caccia di Stupinigi e il Boschetto) creando nuove opportunità di lavoro.

Ma la disoccupazione crea altri mali: l’inattività porta alla distruzione dell’autostima. Bisogna favorire ogni possibilità di vita attiva  come lo sport, lo studio e ogni altra attività (per esempio facendo un’ampia realizzazione di orti urbani). Non si tratta quindi di alimentare una politica di sussidi ma di scambio tra sostegno economico e impegno per la nostra Città.

 

I nostri servizi e il volontariato sono le basi per rendere più forte la coesione sociale, la riappropriazione del territorio, il senso di appartenenza ad una comunità in cui nessuno deve essere lasciato solo.